finiture

 

MOBILI E INTERNI

La lucidatura a tampone risale alla fine del XVIII secolo e si utilizza una sostanza di origine animale chiamata impropriamente gommalacca, che proviene dall’oriente (principalmente India e Cina). Lascia una superficie lucida a specchio di grande eleganza, dispendiosa in termini di tempo se si vuol raggiungere un risultato ottimo. Per questo era ed è riservata ai mobili di maggior pregio. Una soluzione più economica è la stesura del prodotto a pennello, con il risultato di un lucido meno nobile, ma sempre di piacevole effetto e adatto anche per il trattamento di pavimenti, scale, mensole e porte.

L’oliatura consiste nello stendere con pennello o straccio l’olio di lino cotto, un olio siccativo che si ricava dai semi della pianta omonima. La cottura aumenta la resistenza e diminuisce i tempi di essicazione del prodotto, che può essere utilizzato anche in esterno. Con l’aggiunta di ossidi colorati si preparano le vernici. L’olio ha la proprietà di scurire abbastanza i legni trattati, esaltandone al contempo gli effetti di chiaroscuro. Esistono anche prodotti basati su miscele atossiche di oli diversi, adatti ad esempio per il trattamento di superfici soggette a logoramento, come piani cucina e pavimenti. 

 La Ceratura consiste nello stendere con uno straccio a caldo o a freddo un sottile strato di cera d’api, con l’eventuale aggiunta di altre cere naturali come la carnauba, che ne aumenta la durezza. In uso fin dall’antichità, prima dell’avvento delle moderne finiture sintetiche era ampiamente utilizzata sui mobili al posto della lucidatura a tampone, soprattutto nei manufatti con modanature molto elaborate che per questo mal si prestavano ad essere lucidati a gommalacca. La preparazione del fondo si esegue con olio di lino cotto. Lascia un effetto semilucido e se stesa direttamente senza olio di fondo, scurisce poco il legno. Oggi la finitura a cera sta vivendo una fase di riscoperta, trovando largo impiego nella produzione di mobili in massello di alto livello. 

INFISSI E COSTRUZIONI ALL’ESTERNO

I prodotti che rispondono meglio alle caratteristiche di traspirabilità ed elasticità, garantendo una una lunga durata del legno all’esterno (serramenti e infissi),  sono formulati con componenti completamente naturali quali: olio di lino cotto, cera d’api, essenza di trementina, aceto di vino, caseina di latte ecc. Sono totalmente privi di sostanze tossiche di origine petrolifera presenti nei prodotti sintetici di qualsiasi natura (compresi quelli acrilici, che passano sotto l’ingannevole nome di  ”vernici all’acqua”). L’invecchiamento nel tempo di queste vernici è “nobile” e gradevole, perché il film protettivo non sfoglia, facilitandone così la manutenzione che si renderà necessaria nel tempo. L’effetto finale che si ottiene con questi prodotti è molto diverso da come l’industria del legno ci ha abituato: Scordatevi superfici effetto plastificato, superlucide e supercoprenti, tutte belle uniformi. Dovrete riabituarvi a sentire la naturalità del legno, il suo calore al tatto e il suo profumo, ad apprezzare la sua varietà cromatica e anche i suoi “difetti”.

In definitiva la resistenza nel tempo del materiale dipende da molti fattori, fra i quali c’è anche la qualità del prodotto verniciante, ma non solo. L’esperienza dimostra che a fare la differenza è la qualità intrinseca del materiale e l’età. Ci sono ad esempio legni più resistenti e meno resistenti o legni che mal sopportano la verniciatura (ma non per questo soggetti per forza a rapido deterioramento) e legni mal stagionati che saranno facilmente attaccatibili da muffe e insetti xilofagi. Naturalmente anche l’età del materiale influisce sulla resistenza delle vernici: qualsiasi tipo di verniciatura si deteriorerà prima sui legni vecchi.